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	<title>Mercato Residenziale Archivi - Gruppo Fincres</title>
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		<title>Mercato immobiliare 2025–2026: i numeri che contano e perché la classe energetica vale più di quanto pensi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 08:40:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un paradosso che vale la pena leggere con attenzione. Mentre Bruxelles ha avviato una procedura d&#8217;infrazione contro l&#8217;Italia — una delle 19 nazioni che non hanno presentato il piano nazionale richiesto dalla direttiva «case green» — i dati dicono che quando un italiano si siede a valutare l&#8217;acquisto di un immobile, la performance energetica è l&#8217;ultima cosa a cui pensa. Prima vengono l&#8217;ubicazione, la tipologia dell&#8217;immobile, la vicinanza ai servizi, persino l&#8217;esposizione solare. L&#8217;efficienza energetica chiude la lista.<br />
Questo dato, emerso dal report FIAIP 2026 elaborato dalla Federazione italiana agenti immobiliari professionali in collaborazione con Enea e I-Com, non è una notizia negativa. È, al contrario, una chiave di lettura fondamentale per capire come si muove davvero il mercato residenziale italiano — e perché chi acquista nel nuovo costruito di qualità sta già facendo la scelta giusta, anche se non lo sa.
</p>
<h3 style="color:#25ad7c">Un mercato che cresce, con Roma protagonista</h3>
<p>Prima di entrare nel merito della questione energetica, vale la pena fotografare lo stato del mercato. I numeri del 2025 sono solidi, più di quanto il dibattito pubblico lasci intuire.<br />
Le compravendite residenziali hanno raggiunto circa 767.000 transazioni, segnando un aumento del 6,5% rispetto al 2024. I prezzi delle abitazioni sono cresciuti in media del 2,2% su scala nazionale, ma alcune città hanno spinto oltre questa soglia: Roma, insieme a Napoli, Firenze, Torino e Milano, si colloca stabilmente al di sopra della media. La Capitale non è un mercato secondario, è uno dei motori del ciclo immobiliare italiano.<br />
Sul fronte delle locazioni, il quadro è ancora più dinamico: i canoni medi sono saliti del 7%, i contratti del 3%, con una punta dell&#8217;8% per i contratti a canone concordato — un segnale chiaro della pressione strutturale sulla domanda di abitazioni nelle aree urbane e periurbane ad alta densità di servizi.<br />
Le previsioni per il 2026 sono prudenti ma positive. Le compravendite dovrebbero crescere a un ritmo più contenuto, tra l&#8217;1,5% e il 2%, con un aumento dei valori intorno al 2%. È attesa una crescita degli acquisti di seconde case a scopo investimento, mentre il mercato degli affitti dovrebbe continuare a espandersi: +3% nei contratti, +4% nei canoni medi. Le incertezze geopolitiche legate al conflitto in Medio Oriente rappresentano la principale variabile di rischio, ma non sembrano al momento in grado di invertire la tendenza.
</p>
<h3 style="color:#25ad7c">Il nodo energetico: chi sa e chi non sa</h3>
<p>Torniamo al paradosso iniziale. Il report FIAIP descrive un&#8217;asimmetria significativa tra acquirenti e venditori nella percezione dell&#8217;efficienza energetica. Gli acquirenti mostrano generalmente una consapevolezza sufficiente sull&#8217;argomento. I venditori, invece, si fermano al 45%: meno della metà è in grado di valorizzare correttamente il peso della classe energetica nella definizione del prezzo di vendita. Il risultato è che una variabile che incide concretamente sul valore di lungo periodo dell&#8217;immobile viene sistematicamente sottoprezzata nella trattativa.<br />
A complicare il quadro, i cosiddetti mutui green — prodotti bancari che offrono condizioni agevolate per l&#8217;acquisto o la ristrutturazione di immobili ad alta efficienza — risultano ancora poco conosciuti dalla maggior parte degli acquirenti. E molti istituti bancari non sono ancora convinti che il mercato delle ristrutturazioni energetiche garantisca ritorni economici adeguati.<br />
Eppure c&#8217;è un dato che sovrasta tutti gli altri e che merita di essere letto con attenzione: il 91% degli operatori immobiliari rileva un aumento del valore di mercato degli immobili efficientati dopo gli interventi del Superbonus. Novantuno per cento. Non è un&#8217;opinione, è una rilevazione di campo su scala nazionale. Il mercato ha già risposto: chi ha investito nell&#8217;efficienza ha visto crescere il valore del proprio patrimonio.
</p>
<h3 style="color:#25ad7c">Perché nel nuovo costruito la questione non si pone</h3>
<p>C&#8217;è però una distinzione che il dibattito sull&#8217;efficienza energetica tende a trascurare, e che è cruciale per chi sta valutando un acquisto oggi.<br />
Quando un acquirente dichiara di non considerare prioritaria la classe energetica, sta implicitamente ragionando in un contesto di usato: immobili costruiti tra gli anni Sessanta e Novanta, con prestazioni energetiche spesso mediocri, dove migliorare la classe significa affrontare interventi costosi e disruptivi. In quel contesto, è comprensibile che si preferisca la posizione o la metratura e si rimandi il tema energetico a una futura ristrutturazione.<br />
Nel nuovo costruito di qualità, questa scelta non esiste. La classe energetica elevata non è un optional da negoziare o un costo aggiuntivo: è parte integrante del prodotto, incorporata nella struttura stessa dell&#8217;edificio — isolamento termico, impianti ad alta efficienza, produzione di energia da fonti rinnovabili, domotica. Chi acquista un&#8217;unità di nuova costruzione non rinuncia alla classe A per risparmiare: la ottiene perché è lo standard di riferimento.<br />
Questo significa che acquistare nel nuovo costruito equivale a fare, inconsapevolmente o meno, la scelta energeticamente più corretta — con effetti concreti sulle bollette mensili, sul comfort abitativo, sulla rivendibilità futura e sull&#8217;accesso a strumenti di credito agevolato che il mercato dei mutui green renderà sempre più diffusi e competitivi nei prossimi anni.<br />
In un contesto in cui la direttiva «case green» continuerà a esercitare pressione regolatoria — e in cui il 91% degli operatori già registra plusvalori sugli immobili efficientati — acquistare nuovo oggi significa posizionarsi sul lato giusto di una transizione che, lenta o rapida, è già in corso.
</p>
<hr>
<p>L&#8217;area est di Roma, lungo il corridoio tiburtino tra Guidonia Montecelio e Tivoli, è uno dei territori che meglio esprime questa convergenza: un mercato in espansione, prezzi ancora competitivi rispetto alle zone centrali della Capitale, infrastrutture in sviluppo e un&#8217;offerta di nuova costruzione che incorpora per definizione gli standard energetici del futuro. Per chi sta valutando un acquisto residenziale, è il momento giusto per chiedere e approfondire.</p>
<p><em>Per informazioni sui progetti residenziali Fincres nella provincia di Roma, visita <a href="https://www.fincres.it/">fincres.it</a> o contatta il nostro ufficio commerciale.</em></p>
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<p><em>Fonte dati: Report FIAIP 2026 in collaborazione con Enea e I-Com, pubblicato su Il Sole 24 Ore del 18 marzo 2026.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.fincres.it/mercato-immobiliare-2026-classe-energetica-nuova-costruzione/">Mercato immobiliare 2025–2026: i numeri che contano e perché la classe energetica vale più di quanto pensi</a> proviene da <a href="https://www.fincres.it">Gruppo Fincres</a>.</p>
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